Ricordando Silvia. Un bianco sapido che viene dall’Etna

10/05/2024 – DIVINI DI LUCIANO FERRARO

Negli occhi di Jacopo Maniaci, un ragazzo siciliano di 33 anni, c’è lo stesso fuoco che spinse Silvia Maestrelli alla conquista dell’Etna.
Silvia, bionda e energica, aveva 54 anni quando morì nel 2022, già vedova di Roberto Silva. Toscana lei, milanese lui.
Silvia aveva chiamato Jacopo, offrendogli l’incarico di direttore di cantina. L’aveva visto crescere a fianco di Arianna Occhipinti, signora del vino naturale siciliano. Aveva capito che era la persona giusta per Tenuta di Fessina, nata nel 2007 a Milo, tra le sciare del 1809 e del 1911, con le vigne più alte del vulcano (sfiorano i mille metri), sui versanti Nord, Est e Sud-Ovest.
Vigne in qualche caso antiche, pre fillossera. «Con Silvia ci siamo incontrati e piaciuti 9 anni fa», racconta Jacopo. Lui veniva dalla Fattoria San Pio, allevamento di suini neri dei Nebrodi, aperto con la famiglia dopo la Scuola di Pollenzo: 47 animali, ora 270, presidio slow food.
Adesso tocca a Jacopo guidare la società, assieme a Stefano Silva (cugino di Roberto) e alla figlia della coppia scomparsa, Lavinia. A fianco dei vini con cui la Tenuta si è fatta conoscere, A’Puddara, cru di Carricante, e Musumeci (in due versioni, Carricante e Nerello Mascalese), Maniaci ora presenta un tributo a Silvia.
È una Riserva speciale, si chiama A’Puddara SM. L’annata è la 2021. Etichetta rossa con la firma di Silvia. Nasce daglli ultimi 3 terreni a terrazza voluti dalla vignaiola. Vigne alte a Biancavilla. Un Carricante sapido e agrumato, con un tocco che sembra Riesling.
Un’eccellenza, ricordando Silvia.